Giovedì 6 maggio - Yaounde
Pur tra mille peripezie (l’ulteriore cancellazione della coincidenza a Douala e una conseguente notte insonne), riusciamo ad arrivare a Yaounde in tempo per una riunione di lavoro preliminare al nuovo programma di appuntamenti messo a punto dalla nostra Ambasciatrice Principessa Eva Egbe Chrystofa che ci riceve insieme ad una nutrita delegazione (che ci accompagnerà anche nei vari incontri) e a S.E. Mouchepoud, in rappresentanza del padre S.E. Emmanuel Egbe Tabi il quale ci ha inviato un messaggio nel quale si rammaricava di non poterci accogliere personalmente poiché impegnato fuori sede.
Ore 11: Ministero degli Affari Sociali. Assente il Ministro, impegnato in una riunione Unicef (l’incontro con noi avrebbe dovuto svolgersi nella giornata precedente) veniamo ricevuti dal Segretario Generale Ngba Zacharia e dal suo ufficio di protocollo. Con loro, discutiamo le problematiche legate all’orfanotrofio da noi adottato che si trova sotto la tutela del Ministero.
Quando abbiamo iniziato a sostenere l’orfanotrofio di Nkomo, circa due anni fa, esso ospitava 47 bambini che in pochi mesi sono diventati più di 75 fra cui molti portatori di handicap sia fisici che mentali. Le richieste che arrivano all’orfanotrofio sono tantissime e aumentano c ostantemente (il giorno dopo ci saremmo resi conto quanti bambini vivono abbandonati in totale povertà e miseria) ma dal momento che la capienza della struttura prevede una disponibilità numericamente limitata, la Principessa si è fatta promotrice di un ulteriore progetto che possa affiancare l’attività già svolta dall’orfanotrofio e rispondere così alle crescenti domande di aiuto. Si tratta di un programma di affidamento che prevede l’ospitalità di alcuni bambini (anche 15 alla volta!) presso delle famiglie cui Missione Futuro offre assistenza con cibo e vestiario. Per garantire la sopravvivenza di sempre più bambini, Missione Futuro ha iniziato a mettere a punto un piano di adozione a distanza (ma al Ministero preferiscono il termine “parrainage” che sta per “sponsorizzazione”). Grati per quanto stiamo facendo a favore del loro Paese, i nostri interlocutori ci informano della presenza di un’iniziativa già esistente nel nord del paese, finanziata da un’associazione tedesca: si tratta del “Kinderdorf:” una sorta di villaggio-orfanotrofio all’interno del quale alcune donne, già madri, si prendono cura di un certo numero di bambini.
Ci lasciamo con l’impegno, da parte nostra, di formulare nei dettagli il piano di “adozione a distanza”, cui il Ministero potrà offrire il Patrocinio, per poter essere operativi in tempi brevi.
Ore 15: Ministero degli Affari Esteri. Ci riceve il Ministro Francois-Xavier Ngoubeyou, accompagnato dal direttore di protocollo Mr. Tagny e dal funzionario Mr. Bekono. Il Ministro è un uomo molto aperto e simpatico e non nasconde il suo stupore nel constatare il nostro continuo impegno a favore di chi soffre espresso attraverso numerose attività solidali concrete, manifestando una certa ammirazione per i crediti di cui l’Accademia gode in Italia e all’estero. I nostri progetti economici ed ambientali, che gli illustriamo, incontrano un evidente interesse manifestato dalla sua piena disponibilità ad offrire collaborazione. Nel suo intervento, il Presidente Carpintieri sottolinea il carattere pacifico e stabile del Camerun, che è uno dei motivi principali per cui il Paese è stato scelto dall’AEREC per i suoi progetti umanitari e dichiara di voler fare tutto il possibile sia per contribuire alla lotta contro la povertà, che resta una grande piaga del Paese che per lo sviluppo economico e sociale. Dopo che la Principessa Egbe ha illustrato la nostra attività in Cameroun, spetta a me riassumere tutta la storia di Missione Futuro e la reazione del Ministro è di sincera ammirazione.
Ore 17: Ministero dell’Ambiente (delle Mine, Energia e Acqua). Il Ministro Kibuh Tume Henry, da poco insediatosi nella sua carica, ci riceve con il suo staff operativo. Anche lui dimostra grande interesse per la nostra organizzazione e le nostre varie attività ed essendo all’inizio del suo mandato prospetta una lunga e proficua collaborazione. In particolare, lo colpiscono i nostri progetti in campo ambientale, in quanto il paese del Camerun si trova in una fase di modernizzazione ed ha quindi grande bisogno di energia. Ci racconta che diversi impianti per la produzione di energia sono già al vaglio della commissione ma quando gli illustriamo il progetto della centrale eolica dell’Ing. Comandù non riesce a nascondere il suo entusiasmo al punto che il giorno dopo ci richiamerà per chiederci ulteriori dettagli tecnici e per sollecitarci un incontro con i detentori del brevetto.
Ore 20: Ceniamo in un piccolo e caratteristico locale, mettendo a punto il programma per l’indomani. Pur soddisfatti del bilancio della giornata, non ci nascondiamo un po’ di preoccupazione poiché la spedizione, effettuata da Roma 10 giorni fa, delle donazioni per l’orfanotrofio (120 kg circa tra capi di abbigliamento, farmaci, disinfettanti, caramelle, saponi etc). non risulta ancora arrivata a Yaounde a causa della continua cancellazione dei voli. Questo ci rammarica profondamente soprattutto perché domani è prevista la nostra visita all’orfanotrofio ed alle famiglie che stiamo sostenendo, e vorremmo consegnare i doni personalmente.
Venerdì 7 maggio, Yaounde
Ore 11: Ministero della Sanità. Incontriamo l’ispettore generale Dr. Yaou Boubakari ed il suo staff per discutere l’introduzione sul mercato camerunese di farmaci di produzione italiana. Ci forniscono tutte le informazioni necessarie a presentare le pratiche ed i riferimenti per la promozione e distribuzione dei prodotti sia negli ospedali che nella rete delle farmacie private.
Per quanto riguarda l’attività futura volontaria dei nostri medici, apprendiamo che è necessario informare il Ministero circa il Centro Medico-sociale prescelto e il periodo dell’attività ed inoltrare il curriculum vitae in tempo utile. Tra i vari temi affrontati, vi è anche la proposta, da parte nostra, di una importante campagna di sensibilizzazione sull’Aids da effettuare in collaborazione con il Ministero. Al termine dell’incontro, il Dr. Boubakari ci presenta il Segretario Generale Prof. Elie Claude Ndjitoyap Ndam, fino a quel momento impegnato in altra riunione, il quale, complimentandosi con noi, dimostra di conoscere bene la nostra organizzazione e il profilo del nostro lavoro.
Ore 12: Ministero dell’Amministrazione territoriale e della Decentralizzazione. Qui siamo ricevuti dal Delegato del Ministro Adrien Kouambo, che già in precedenza ci aveva dato il suo nulla osta ad operare sul territorio camerunese. Ci spiega che, per la natura di coordinamento nazionale del suo ministero, qualsiasi progetto o attività devono essere comunicato al suo ufficio. Egli inoltre ci assicura che si impegnerà personalmente per accelerare la pratica di riconoscimento ufficiale dell’AEREC in Camerun, già avviata dalla Principessa Chrystopha con la quale resterà in stretto contatto. Nel congedarci, esprime la sua convinzione che, in una prossima visita, si renda necessario un incontro con il Presidente della Repubblica, la cui moglie sostiene già la nostra causa, avendo in passato visitato il nostro orfanotrofio in compagnia della nostra Ambasciatrice.
Tra un incontro e l’altro, apprendiamo che i colli con le donazioni stanno arrivando via terra da Douala. Appena liberi, ci rechiamo quindi presso la sede di rappresentanza AEREC in Camerun, ospitata negli uffici della società Royal Consulting presieduta dalla Principessa Chrystopha, per predisporre l’affitto di un furgone per trasportare i colli e i viveri che acquisteremo tra poco.
Ore 16: Il pomeriggio è dedicato alle nostre iniziative umanitarie nel Paese. Il primo luogo nel quale ci rechiamo è Briquetterie, una comunità islamica presso la quale sono stati alloggiati molti bambini. Nel piccolo ambiente di ritrovo degli anziani, incontriamo il capo della comunità che ci saluta gioiosamente e ci manifesta una sincera gratitudine nell’accogliere i nostri doni: riso, zucchero, mais, farina, vestiti e, per la gioia dei bambini, moltissime caramelle.
Ogni nostro spostamento è seguito da una folla di bambini che ci accompagnano all’interno di questo borgo periferico di capanne e di povertà. Attraversiamo un piccolo ponte, che la Principessa Chrystopha ci informa di aver fatto personalmente costruire, sopra un fiume maleodorante di scarichi fognari. Non riusciamo ad immaginare come poteva essere il luogo prima dell’intervento! Tutto attorno a noi esprime grande miseria e desolazione. Incontriamo una delle mamme che ha preso in affidamento alcuni bambini e vedere le condizioni penose nelle quali vive ci provoca una profonda ed amara tristezza. Purtroppo il tempo stringe e non possiamo intrattenerci più a lungo con lei come avremmo voluto.
Ore 17: Orfanotrofio di Nkomo, dall’altra parte della città. L’accoglienza è festosa ed emozionante per noi allo stesso tempo: i bambini dapprima si esibiscono in un canto molto suggestivo e ben preparato e poi, chiamandoci “mamma e papà” ci ringraziano per tutto quello che stiamo facendo per loro. Ci fa piacere trovare un ambiente pulito e ordinato segno che il nostro lavoro, anche se svolto perlopiù a distanza, sta già dando degli ottimi frutti. Le assistenti prendono in carico i viveri, i pannolini ed il vestiario che abbiamo portato. Notiamo che i piccoli ospiti sono soprattutto neonati (ne abbiamo contati tredici) affetti da handicap fisici e mentali. Il rappresentante del Ministero degli Affari Sociali che ci ha accompagnato, pronuncia un breve discorso di ringraziamento. Il tempo di accarezzare qualche bambino ed è già ora di rientrare. Le donazioni rimaste sul camioncino verranno in seguito distribuite alle famiglie che non siamo riusciti a visitare.
Nel lasciare il Paese, non possiamo che manifestare la nostra gratitudine per l’ottimo lavoro che sta svolgendo la nostra Ambasciatrice Principessa Eva, sia a livello diplomatico che operativo. Abbiamo avuto la conferma che la fiducia accordata a lei e al suo staff è stata assolutamente ben riposta: i nostri aiuti sono sempre arrivati a destinazione e i doni distribuiti con responsabilità. Ma ora ci rendiamo veramente conto di quanto avesse ragione quando, dopo ogni spedizione o finanziamento, ci ripeteva: “Non basta, serve di più”. Serve di più, molto di più, e con l’aiuto di tutti gli uomini e le donne di buona volontà potremmo contribuire a dare ai bambini del Camerun, così come a quelli della Costa d’Avorio, la speranza di un futuro di dignità. Abbiamo dato la nostra parola e faremo di tutto per mantenerla.
Carmen Seidel
(Presidente di Missione Futuro Onlus) |
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